L’erbario

Gli erbari sono tutto ciò che ci rimane del sapere medico nel Medioevo.

In botanica, un erbario è una raccolta di esemplari vegetali conservati. Questi esemplari possono essere intere piante o parti di piante. Solitamente le specie si trovano in forma essiccata, montate su un foglio, ma, a seconda del materiale possono essere conservate anche in alcool o altri conservanti. Lo stesso termine è spesso usato in micologia per descrivere una collezione equivalente di funghi conservati.

Una pagina del Dioscoride (VII secolo), Biblioteca Nazionale di Napoli, Cod. Gr. 1

Una pagina del Dioscoride (VII secolo), Biblioteca Nazionale di Napoli, Cod. Gr. 1

 

La funzione principale dell’erbario è quella conservativa, ossia c’era la necessità di conservare un esemplare di una determinata specie. Altra funzione dell’erbario era quella illustrativa o descrittiva, legata alla conservativa, con lo scopo di consentire il riconoscimento della specie alla raccolta successiva.

Erbario dell'Alto Medioevo, scritto probabilmente in arabo (vedere i caratteri in alto a sinistra)

Erbario dell'Alto Medioevo, scritto probabilmente in arabo (vedere i caratteri in alto a sinistra)

Un altro erbario, copia di Dioscoride in lingua araba, è possibile osservare dalla fotografia come la carta fosse più fine e di migliore qualità presso i paesi arabi rispetto alla pergamena ed alla carta usata dai monasteri.

Gli erbari dei secoli del Medioevo che ci sono pervenuti hanno conservato in buono stato quasi tutte le specie che contenevano e questo è avvenuto anche grazie alla conservazione degli erbari stessi in luoghi asciutti, lontano dall’umidità che distrugge facilmente la carta o la pergamena. La maggior parte degli erbari medievali sono conservati tutt’ora nei monasteri e ce n’erano di vario tipo, c’erano quelli che per esempio conservavano la specie e riportavano solo il nome o i nomi, oppure c’era quello che oltre a presentare la pianta e ad illustrarla ne descriveva anche le caratteristiche fin nel minimo dettaglio e ne descriveva le attività osservate in modo che quelle notizie e quelle informazioni fossero utili anche alle generazioni successive. Erano però pochi a livello europeo i monasteri in grado di permettersi di avere degli erbari ricchi, anche perché bisogna considerare che non esisteva la carta come la conosciamo noi oggi, c’era la pergamena ed era un bene tanto prezioso che tante volte si arrivava a dover distruggere delle opere per riciclarla (motivo per cui abbiamo anche poche fonti sul Medioevo).

La maggior parte degli erbari riporta la specie, o il suo disegno, il nome e alcune caratteristiche basilari, mentre gli erbari più preziosi, quelli che assomigliano molto alle miniature sono molto più elaborati, colorati e descrittivi. Malgrado con le invasioni una buona parte del sapere medico dell’età classica fosse andato perduto, nel Medioevo si cercò di salvare quelle poche conoscenze pervenute e quelle che si fecero in questo periodo mettendole per iscritto, ma se consideriamo che il Medioevo ha inizio nel 476 d.C. dovranno passare altri seicento anni prima che i primi erbari facciano la loro comparsa.

Erbario di Dioscoride del X secolo

Erbario di Dioscoride del X secolo

In realtà prima del Medioevo e dell’età classica degli erbari esistevano già, quindi si può dire che il Medioevo non abbia inventato nulla. Infatti in Cina e in Egitto la conoscenza della botanica era molto molto avanzata ed estesa ed era inoltre applicata in modo meno empirico rispetto ai secoli successivi, c’era più razionalità sia nella conoscenza delle specie sia nell’uso medicinale delle stesse. I contatti tra la Cina e l’Occidente medievale dovettero attendere che arrivasse Marco Polo mentre invece per quanto riguarda l’Egitto, una buona fetta del sapere anche medico probabilmente andò bruciata durante l’incendio della grande biblioteca di Alessandria, altri volumi furono magari trafugati, rubati e poi magari anche perduti.

Erbario di Bergamo del 1441 (si noti la figura del medico tipicamente con un vasetto di vetro in mano)

Erbario di Bergamo del 1441 (si noti la figura del medico tipicamente con un vasetto di vetro in mano)

L’Europa medievale conoscerà gli erbari solo attraverso i monaci e poi gli arabi che avevano un’ampia conoscenza delle specie medicinali e anche una buona conoscenza delle scienze mediche, tanto da essere culturalmente e anche tecnologicamente più avanzati dei cristiani europei.

L’utilità degli erbari nel Medioevo si rivelava solo nei monasteri dove gli stessi erano conservati dal momento che diversamente nessuno aveva interesse a conservare le specie, nemmeno le streghe o le donne che furono trovate in possesso di particolari tipi di piante e accusate di stregoneria. Solo nei secoli successivi al Medioevo, anche grazie alla scoperte geografiche vengono scoperte anche nuove specie e si ha un maggior bisogno di creare degli erbari e aprire quelli vecchi. Oggi gli erbari del Medioevo possono trovare utilità per gli archeologi, gli storici e gli scettici per quanto riguarda il sapere medico di un’epoca giudicata tanto oscura e tanto piena di morte, di carestie e distruzione.

Fonti bibliografiche ed illustrative

  1. Erbario – Wikipedia (ITA)
  2. Herbarium – Wikipedia (ITA)

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